Import-Export-ITM

Quando l’import Export è efficiente

Maria Eva Virga intervista Ettore Minore, amministratore delegato di International Trade Market Limited.

International Trade Market Limited (ITM Ltd) è una società di consulenza per l’export nata nel 2006, ma che vanta un’esperienza di relazioni con la Cina già dal 2001.
La mission della società è quella di accompagnare le PMI italiane ed europee attraverso il tortuoso percorso del commercio internazionale, ponendosi come ponte tra l’Italia e l’oriente, con particolare riferimento alla Cina, al Giappone, ad Hong Kong e al sud-est asiatico.la ITM LTD ha una sede ad Hong Kong e un ufficio di rappresentanza a Tianjin ( in Cina, il così detto porto di Pechino), Dove è presente anche la YiHua (Tianjin) Food Trading Co. Ltd, società del gruppo dedita all’import e alla distribuzione di food and WINE europei italiani in particolare con magazzino in loco.in Europa è presente tramite la Inter Trade Italia Srl, tramite il suo fondatore e CEO Ettore Minore partecipa inoltre al capitale di master and skills Srl business School presente presso La Sapienza università di Roma e l’Università Federico Secondo di Napoli.ed è proprio l’amministratore delegato Ettore Minore a raccontarci tra i vari settori in cui opera l’azienda qual è il più interessante per il ministero della difesa ITM opera in diversi settori dell’import export dal settore tecnico al nautico dal meccanico all’elettromeccanico poiché si occupa di internazionalizzazione d’impresa per ogni tipo di impresa quindi anche per la difesa che nello sviluppo della globalizzazione abbia bisogno di un supporto competente per poter importare in sicurezza prodotti di qualità dall’oriente.

Che tipo di collaborazione avete instaurato con il ministero della difesa italiano?
In passato abbiamo importato alcune tenute di navigazione materiale tecnico e bagagli tecnici per la marina militare oltre a campionature di caschi tecnici per l’esercito.su questa tipologia di prodotto in particolare stiamo implementando un tipo di casco con videocamera integrata abbinata alla tecnica del 5G che permette una visione più ampia sia in mare che su terra.

È proprio una nostra idea un nostro progetto che vorremmo proporre all’esercito quando sarà pronto che nasce dalla nostra passione per questo tipo di tecnologia e che può essere usata anche a livello civile potendo disporre della produzione di aziende partner molto interessanti in oriente, abbiamo pensato di investire in questi prodotti e che pensiamo di presentare in Italia tra circa un anno.

Negli ultimi mesi avete invece collaborato maggiormente sul fronte sanitario.
Sì noi importiamo ed esportiamo anche dispositivi di protezione individuale e medical device, quindi durante la pandemia abbiamo procurato visiere e mascherine a norma sia per il settore sanitario che per le forze dell’ordine, lavoriamo nell’import export con tutto il mondo e l’80% del nostro lavoro è con l’oriente.

Quali sono i principali problemi che avete riscontrato durante la pandemia?
Non sempre soprattutto all’inizio dell’epidemia in particolare per quanto riguarda la fornitura di mascherine è stato facile aspettare i tempi di risposta un po’ troppo lunghi dell’Inail così come far comprendere le pratiche di importazione e le dinamiche dei pagamenti i paesi stranieri in modo particolare quelli orientali sono abituati ad operare con i pagamenti anticipati solo per fare un esempio i DPI ordinati dal governo tramite il ministero degli esteri sono ancora fermi a Shanghai, naturalmente ci sono stati anche importatori improvvisati che hanno approfittato della situazione di emergenza poi il problema delle dogane che hanno scarsità di personale e non sempre riescono a controllare tutta la merce che circola, non da ultimo le certificazioni per le importazioni si sono moltiplicate e abbiamo dovuto gestire un carico di lavoro anche burocratico piuttosto pesante.

Anche oggi nelle attuali condizioni è difficile operare perché le frontiere internazionali non sono ancora aperte Hong Kong sarà chiusa fino al 18 settembre e per poter entrare per motivi di lavoro bisogna fare una richiesta all’ufficio immigrazione che però di solito viene rigettata, poi ce l’obbligo di quarantena se si proviene dall’Italia per recarsi in Cina bisogna effettuare un tampone che ovviamente deve risultare negativo e che viene rifatto una volta arrivati in aeroporto.

Segue poi la quarantena. Non poter operare in modo adeguato, ovviamente per noi e per le imprese italiane significa perdere fatturato e quote di mercato a favore di nostri competitore europei e, naturalmente anche il sistema Italia in un certo qual modo perde un po’ di credibilità.

Per il futuro pensate di collaborare ancora con la difesa?
Per il futuro non abbiamo ancora stipulato accordi ma la nostra azienda è risultata una delle più efficienti tra quelle che hanno operato durante il Lockdown, anche perché conosciamo da anni i nostri partner cinesi vorremmo sviluppare il settore delle protezioni individuali anche dal punto di vista militare, anche perché da quando la Croce Rossa non ha più il settore militare è il ministero della difesa l’ente preposto a organizzare anche le strutture di ricovero o di protezione e i relativi approvvigionamenti.

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